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Monasteri, Abbazie e Conventi in Lombardia: Abbazia Cistercense dei SS. Pietro e Paolo e Abbazia di Morimondo

PERCORSI TRA ARTE E RELIGIONE

Un turismo rivolto non solo all'arricchimento culturale, ma anche alla crescita interiore, che offra spazi di preghiera e di riflessione oltre alla visita a strutture architettoniche e tesori artistici di grande rilievo: è il turismo religioso, che trasforma il viaggio in un pellegrinaggio e in un vero percorso spirituale, con lo scopo di recuperare quell'identità cristiana che è alla base della nostra civiltà.

D'altra parte, basti pensare al grandissimo apporto fornito dai grandi edifici cristiani all'architettura e all'arte occidentali, per rendersene conto: la classicità delle basiliche paleocristiane, il raccoglimento di quelle romaniche, lo slancio delle chiese gotiche, l'armonia di quelle rinascimentali, sono similmente tappe spirituali prima che artistiche e corrispondono ad altrettanti modi di avvicinarsi al divino.

La Lombardia, con le sue numerose abbazie, chiese, santuari e monasteri e con una tradizione così particolare come quella dei Sacri Monti, dona numerosi e interessanti itinerari di turismo religioso. Si va dalle splendide abbazie cistercensi del territorio intorno a Milano - quella di Morimondo, di Chiaravalle e di Viboldone - ai tanti santuari mariani della regione, spesso legati a forme di devozione locale, come quelli della Madonna di Caravaggio (Bergamo), della Madonna di Tirano (Sondrio) o dell'Incoronata di Lodi; dai conventi come quello di Sant'Alberto di Butrio a Ponte Nizza, nell'Oltrepo pavese, fino al convento dell'Annunciata a Rovato (Brescia) o al Priorato di Sant'Egidio, il centro di studi ecumenici di Sotto il Monte (Bergamo) dedicato a papa Giovanni XXIII.

Esperienze ancora più singolari sono poi non solo i percorsi devozionali come quelli del Sacri Monti (magnifico quello di Varese, ma la regione ne conta diversi altri), ma anche quello che segue il tratto lombardo (attraverso le province di Pavia e di Lodi) dell'antica via Francigena, la via lungo la quale i pellegrini europei raggiungevano Gerusalemme e che parte dall'Inghilterra per giungere a Brindisi.

 

Monasteri, Abbazie e Conventi in Lombardia

VIAGGIARE PER SCOPRIRE E PER RIFLETTERE

Abbazia di Chiaravalle, MilanoLe grandi abbazie cistercensi milanesi - di Morimondo, di Viboldone, di Chiaravalle -, con la loro inconfondibile atmosfera che rievoca la particolare spiritualità del monachesimo medievale, ma anche la Certosa di Pavia, con la sua possente e armoniosa mole rinascimentale; il cinquecentesco convento dell'Annunciata a Rovato (Brescia) e l'abbazia di Piona (Lecco), in una delle posizioni più suggestive sul lago di Como.

L'abbazia di Butrio, nell'Oltrepò pavese, con i suoi splendidi affreschi medievali, ma anche monasteri più recenti e modesti come quello di San Francesco a Gallarate: sono tante le strutture religiose oggi aperte a tutti coloro che viaggiano non solo per conoscere nuovi posti e per ammirare meraviglie architettoniche, artistiche e naturali, ma anche per arricchirsi nello spirito, per ritagliarsi momenti di raccoglimento, di riflessione e di preghiera, da soli o in gruppo, interrogandosi sui valori della tradizione religiosa occidentale, certi, sull’esempio della grande lezione di sant'Agostino, che "il mondo è un libro, e chi non viaggia ne legge soltanto una pagina".
 

Abbazia Cistercense dei SS. Pietro e Paolo - ABBADIA CERRETO (LO)

Fondata dai conti Cassini nel sec. XI (1084), fu posseduta dai Benedettini fino al 1135, anno in cui per volere del vescovo di Lodi subentrarono i Cistercensi. Del complesso abbaziale rimane la chiesa di S. Pietro, costruita nel sec. XII (1160-70) e ripresa ai primi del '200. L'edificio segna il passaggio dal romanico al gotico.

Immersa nel verde, riferimento per l'economia della campagna circostante fino all'età moderna, presenta una semplice facciata a capanna preceduta da porticato a trifore e coronata da archetti su fondo bianco. L'interno è a croce latina con volte a crociera. I pilastri, in cotto, si presentano in fasce di semicolonne con capitello a cubo sgusciato. L'essenzialità della struttura corrisponde alla sobrietà di vita dei monaci. Quasi priva di decorazione, la chiesa presenta elementi stilistici cistercensi quali le 3 monofore e l'oculo disposti a croce sulla parete piatta del coro.

Opere. Nel transetto sinistro Madonna con il Bambino, santi e il committente Federico Cesi, opera di Callisto Piazza (Lodi 1500-1562, pittore più significativo della famiglia lodigiana dei Piazza), rappresenta il primo grande intervento pittorico all'interno dell'abbazia. Si raffigura Federico Cesi, abate che promosse nel 1542 una totale riforma dell'abbazia, mentre viene presentato alla Vergine dai santi Pietro e Paolo.

Affianca la pala di Callisto una Madonna del latte (sec. XVI) di fattura nordica della quale non si conosce la provenienza. La vasta decorazione avviata nel '700 è visibile in medaglioni raffiguranti abati dell'ordine cistercense e in festoni di fiori che dalla controfacciata, lungo la navata centrale, arrivano al transetto.

Delle strutture abbaziali originarie restano tracce in mattoni degli archi dell'antico chiostro, ambiente con soffitto a vela multipla, forse il calefactorium (sala riscaldata), il palazzo abbaziale del '500.
 

Abbazia di Morimondo - MORIMONDO (MI)

Abbazia di MorimondoL'Abbazia di Morimondo fu fondata nel 1136 dai cistercensi provenienti dal monastero francese di Morimond, i quali, emigrati in Lombardia, conservarono il nome della loro abbazia madre (da "mora", parola della bassa latinità = palude).

La basilica, sorta in periodo successivo alla costruzione del monastero (dal 1182), è oggi il monumento più importante di Morimondo. Rispecchia il disegno delle chiese cistercensi voluto da S. Bernardo: grandiose e solenni in contrasto con l'austerità e la povertà della vita dei monaci, cui è riconosciuto il merito di aver intrapreso l'opera di bonifica e valorizzazione agricola del territorio.

L'esterno in mattoni è in stile gotico francese con elementi romanico - lombardi. La facciata presenta un taglio a capanna; il portale è preceduto da un pronao (porticato posto davanti alla chiesa) aggiunto nel 1736. Un rosone centrale, bifore, aperture cieche e altre a cielo aperto definiscono la parte superiore, coronata da una fila di archetti che continuano sui fianchi.

L'interno di forma basilicale, a 3 navate su pilastri con volte a crociera, con transetto e abside rettangolare. Opere: entrando a destra si nota una splendida acquasantiera trecentesca con rosoni e teste fantastiche. Merita una menzione il coro, richiesto dai monaci di Settimo Fiorentino, stabilitisi a Morimondo nel 1490, all'intagliatore abbiatense Francesco Giramo, che lo concluse nel 1522. Si compone di 70 stalli divisi in 2 ordini; negli scranni sono raffigurati motivi simbolici.

Sul fianco destro della chiesa si apre il chiostro, dove affacciano le varie parti del monastero, più volte riprese e rimaneggiate nel tempo. Il lato Est è il più antico, con la sala capitolare, il sovrastante dormitorio, il "parloir" e la "sala di lavoro" dei monaci.

Sul lato sud si affacciano il "calefactorium" (unico locale riscaldato) e il refettorio. L'ala dei conversi, lato Ovest, è quella che ha subito maggiori modifiche.
 

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